Servizio Rischio Sismico della Regione Umbria, Claudio Ricci: Occorre un Potenziamento Soprattutto dopo il Sisma 2016.

Perugia, 3 Ottobre 2017. Il servizio rischio sismico, programmazione interventi sul rischio idrogeologico e genio civile, ha avuto ampia e proficua propulsione già negli anni successivi al sisma Umbria Marche 1997; dopo il recente sisma, in Umbria e nel Centro Italia 2016, dovrà diventare uno strumento prioritario per garantire, nei prossimi 10/15 anni correlati a consolidamenti e ricostruzioni, velocità nei tempi di rilascio delle autorizzazioni, qualità degli interventi per l’ottimale sicurezza e opportune azioni di controllo nel territorio.
In regime ordinario (a cui si aggiungerà il “carico” derivante dagli interventi post sisma) vengono attivate, ogni anno, nelle diverse tipologie autorizzative (dalle autorizzazioni sismiche agli accertamenti delle violazione) circa 4500 procedure; conseguentemente il servizio rischio sismico necessiterebbe almeno di altre 15 unità lavoro (di cui n.10 ingegneri civili strutturisti, n. 2 geologi e n. 3 amministrativi), con l’implementazione delle strumentazioni d’ufficio, tecnologiche, miglioramento degli ambienti di lavoro, strutturazione di un archivio informatico, adeguata strumentazione per lo sportello telematico (uniformando i “protocolli” dei sistemi MUDE e UMBRIA-SIS), tutto questo nella prospettiva di consolidate gli uffici di Perugia, Terni (sostanzialmente a sportello) e Foligno (anche per i raccordi con il Centro Regionale di Protezione Civile).
In una “mozione propositiva” (urgente), che sarà presentata in Consiglio Regionale, si invita la Giunta Regionale a dare priorità, nel quarto del bilancio preventivo 2018, al potenziamento delle risorse umane e strumentali degli uffici “servizio rischio sismico” nel consapevole riscontro che vengono “introitati dall’ente regionale” oltre un milione di euro, all’anno, come “corrispettivo” delle prestazioni di servizio attivate.
Inoltre si chiede di demandare la II^ Commissione Consiliare (per il quadro sismico) a la I^ Commissione Consiliare (per gli ambiti del personale) affinché, anche attraverso audizioni includenti l’Assessore con delega, dirigenti, dipendenti e rappresentanti degli ordini professionali in Umbria, si analizzino le problematiche e vengano definite le opportune soluzioni ad un tema che sta generando una ampia discrasia: per ogni pratica che viene conclusa ve ne sono due che entrano da gestire (questo si traduce in un “disagio del personale” sin anche costretto a rinunciare ad un adeguato programma di lavoro e a un armonico rapporto con tecnici e imprese).
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).