Crisi Economiche in Umbria, Bisogna Recuperare 15.000 Posti di Lavoro. Riprendiamoci la Perugina.

Perugia, 6 Ottobre 2017. Basta con i soliti attestati di solidarietà, per i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, con tanto di foto su Facebook per farsi vedere, più posti di lavoro reali e sviluppo (l’Umbria per recuperare, dall’inizio della crisi, dovrebbe creare oltre 15.000 posti di lavoro).
Un declino “senza precedenti”, quello dell’Umbria, mentre torna a crescere il Centro Italia. Pochi sistemi di trasporto (dall’aeroporto che “non decolla”, alla chiusura della FCU Ferrovia Centrale Umbra sino al Freccia Rossa 1000 di cui si parla da due anni ma senza risultati).
Assenza di un piano operativo di marketing (che indichi chiaramente le priorità dove investire anche i fondi europei), troppi sprechi e inefficiente della Regione con 57 società partecipate e poche “azioni incisive” per diminuire la burocrazia, ridurre le tasse alle imprese (a partire dall’IRAP Imposta Regionale sulle Attivitá Produttive) e sviluppare attività capaci di attrarre opportunità e investimenti, pubblici e privati, nonché sviluppare “reti commerciali” (anche Internet) per sostenere le piccole e medie imprese.
Sulla Perugina, viste le solite “valanghe di solidarietà” (da tutto l’arco costituzionale), si erge una domanda ma come incidere sulla Nestlé per “salvare” il Bacio Perugina e con esso gli stabilimenti di S. Sisto?
Ci vuole una “azione imprenditoriale” della Regione Umbria con la capacità manageriale di aggregare imprenditori umbri, risorse regionali e cittadini attorno ad una Public Company che si riprenda, includendo nella compagine i lavoratori e i sindacati, il marchio “Baci Perugina” (anche per la promozione nel mondo).
Se la Nestlé non crede più ai Baci Perugia gli Umbri si riprendano la loro storia con uno “scatto d’orgoglio” ora necessario per il futuro.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).