Umbria Sotto Sopra, Claudio Ricci: Nulla Funziona Più è Urgente Cambiare.

Perugia, 19 Ottobre 2017.
Umbria “sotto sopra”. Mancano all’appello 15.000 posti di lavoro e la Regione cita Confindustria che proclama la ripresa.
Ma dove? Non si sa.
Il 12% degli umbri è ridotto allo stato di povertà.
Oggi pomeriggio tutti al capezzale di Sviluppumbria (partecipata a cui la Regione fa gestire molto): conferenza stampa “riparatrice” ma nulla, ormai, funziona: dai voli che non partono all’aeroporto ai 500.000 € dati ad una compagnia aerea che non aveva le autorizzazioni per volare. Paradossale.
Poi ci mancava la promozione turistica dell’Umbria fatta con l’immagine della Toscana.
Semplicemente comico.
La Ferrovia Centrale Umbra è chiusa (dopo 100 anni) ma l’assessore, in Consiglio, ci corregge dicendo che si tratta di “interruzione temporanea”. Contento lui, ma per quanto?
L’unico treno accettabile è quello che ha portato Matteo Renzi in Umbria. Per il resto l’Alta Velocità Ferroviaria non arriva. Intanto la Corte dei Conti apre un’inchiesta sui “buchi” finanziari di Umbria TPL e Mobilità SpA. Silenzio.
Il tutto mentre non si sa più dove mettere i rifiuti (indifferenziati), le società partecipate sono 57, sprechi e inefficienze non si contano e in sanità 2 euro su 10 sono utilizzati male mentre si aspettano mesi e mesi per visite ed esami.
Ma più di questo cosa deve fare la Giunta Regionale, agli umbri, per essere dimessa? La inadeguatezza dell’amministrazione regionale è “disarmante” e forse “l’allarme rosso” del 2015 (avrebbero perso le elezioni senza una legge regionale, palesemente illegittima, che impediva anche il ballottaggio) non è stata capita.
Ormai, come disse la merla al tordo: sentiranno la botta se non saranno sordi.
Santi proverbi popolari!
L’arroganza politica imperversa, vogliono pure un nuovo direttore genarale con il 10% in più, di stipendio, per mettere pace fra i litigi politici (per le “poltrone”), in barba alle famiglie che soffrono.
La fine del regime è vicina e molti già si preparano, nella più classica delle situazioni italiane, a “cambiare cavallo” saltando sul carro del “cambiamento”.
Ovviamente se potranno, perché saltare sul carro, in corsa, è sempre più pericoloso, di questi tempi.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).