Discariche in Umbria Quasi Esaurite, Claudio Ricci: Occorrono Metodi Alternativi di Smaltimento.

Perugia, 20 Ottobre 2017.
Siamo in una fase attivazione di AURI (con le approvande linee guida della Regione) che dovrà riaggregare i 4 ATI (ambiti territoriali per i rifiuti), sinora operanti in Umbria, affrontando il problema dello smaltimento “indifferenziato” ed evitando nuove o ampliamenti di discariche esistenti (cave).
Raggiungendo il 70% di raccolta differenziata “media” rimarrebbero 120.000 tonnellate, all’anno, di rifiuti “indifferenziati”, da smaltire, ma già, in alcuni Comuni, si segnala una riduzione della “frequenza della raccolta” segno dell’esaurimento capacitivo delle cave.
In una “interrogazione propositiva”, presentata in Consiglio Regionale si chiede di conoscere se la Regione è informata, o ha elaborato una ricognizione, sulle problematiche riscontrate in alcuni Comuni dell’Umbria in relazione alla riduzione della frequenza di raccolta dei rifiuti, in particolare legati alla componente “indifferenziata”, per (in ipotesi) un prossimo esaurimento delle cave (discariche).
Inoltre si domanda, atteso che entro 2/3 anni vi sarà la necessità di individuare e attuare metodi di smaltimento dei rifiuti “indifferenziati” (alternativi alle discariche), quali azioni si ritiene di dover attuare anche applicando tecnologie “non inquinati”, programmi per di riduzione della produzione dei rifiuti e “riciclo e recupero” dei materiali possibili.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).