Epidemia della Tassa di Soggiorno nei Comuni Umbri, Claudio Ricci: Farà Perdere Sino a 1 Posto di Lavoro per Attività Turistica.

Perugia, 25 Ottobre 2017. La tassa di soggiorno “comprime l’economia turistica” come tutte le tasse. Ma possibile che non si riesce a far capire che, se spende per la tassa di soggiorno, al turista rimane meno per servizi e negozi?
Possibile che non si intuisce ciò che avverrà? La famiglia, il tour operator o chi organizza congressi per risparmiare, se potrà, sceglierà, per pernottare, una località vicina (alla destinazione) dove non si applica la tassa di soggiorno. L’imprenditore, per “controbattere” tale evenienza, non potrà che “accollarsi lui” il costo della tassa. Basta informarsi sui meccanismi commerciali.
Possibile che non si intuisce che, oltre all’effetto negativo sulla macro economia del territorio, in ogni azienda ricettiva, di medie dimensioni in Umbria, si rischia di “perdere” (o incidere) sino 1 posto di lavoro per impresa/attività turistica (o avere una diminuzione, equipollente, di fatturato e/o minori risorse per la promozione o riqualificazione aziendale).
In Umbria dove si assiste ad una “epidemia nei comuni”, ad applicare la tassa di soggiorno, soprattutto in questo momento, dopo il sisma, bisognerebbe fare l’esatto opposto.
Promuovere prodotti turistici di qualità, convenienti (con sconti e promozioni, come fatto dalla riviera riminese in estate, ottenendo il +20% rispetto alla media italiana) nonché promuovendo proprio il valore sacro dell’ospitalità, “senza tassa di soggiorno”, in tutta la Regione Umbria.
Provare per credere…
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).