Licenziati 64 su 125 Esuberi alla Colussi di Petrignano d’Assisi, Claudio Ricci: Bisognava “Salvare” Tutti.

Perugia, 18 Novembre 2017. Io non ci sto (parafrasando Cossiga). Considero “un atto di barbaria”, una vera “macelleria sociale”, aver costretto, nel caso della crisi dell’Azienda Colussi (in Petrignano d’Assisi), lavoratori a far votare contro altri lavoratori.
Via mia morte tua (traduzione “classica” alla buona).
Siamo tornati indietro di duemila anni in epoca pre Cristiana quando alla “dignità”, delle persone, non si dava alcun valore.
Spero in un intervento forte da parte della Chiesa locale.
Certo dagli iniziali 125 esuberi siamo arrivati a 64. Taluni diranno che è meglio di nulla. Certamente. Ma tutti i lavoratori dovevano essere salvati dando maggiori sostegni e incentivi (da parte di Governo, Regione e altre Istituzioni) all’azienda Colussi che sta facendo il possibile per il suo rilancio (in un momento molto complesso anche per il settore alimentare).
Invito i lavoratori, parlo dei 64 “condannati da un tribunale del popolo”, a “farsi sentire” in Regione e presso il Governo (sperando che anche i sindacati escano dal loro torpore e facciano più una politica di sinistra: ve lo dice uno moderato, civico e liberale) perché questo non è accoglibile in una società che si dice civile.
L’onore si raggiunge quando si lotta insieme, si vince insieme o si muore insieme.
L’importante è che nessuno ci venga a raccontare (soprattutto nelle “teoriche riflessioni domenicali”) che in Umbria c’è la ripresa (come anche in settimana ho “dovuto” sentire).
Ai 15.000 posti di lavoro (secondo ISTAT), persi negli ultimi 10 anni in Umbria, se ne aggiungono 64, nel silenzio assordante delle coscienze di molti.
Tutto il resto è noia (citando Califano). Disappunto e sdegno (ma avrei voluto pronunciare altre parole).
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).