L’Arte dei Muretti a Secco, anche legata alla Tradizione Italiana, è Patrimonio Mondiale UNESCO (Beni Immaterali). Claudio Ricci: un Valore per l’Agricoltura, l’Armonia con il Paesaggio e la Tutela del Territorio in una Dimensione Umanistica.

Perugia, 29 Novembre 2018. L’arte dei muretti a secco è stata dichiarata “patrimonio mondiale UNESCO” nella lista dei beni immateriali (convenzione del 2003). La candidatura “seriale e transnazionale” (accolta dall’UNESCO) include otto paesi: Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.
Nei documenti di candidatura italiani, che si sviluppano dal catalogo nazionale sui “paesaggi rurali storici”, sono segnalate le tradizioni delle regioni Puglia, Calabria, Liguria, Veneto e Lombardia (ma con citazioni ed esperienze tradizionali in Sicilia, Sardegna, Lazio, Campania, Trentino, Friuli, Toscana e “in numerose aree della nostra Penisola”).
L’UNESCO cita questa “pratica agricola e rurale” come preminente esempio di “manifattura umana” e ne ricorda l’importanza per le coltivazioni in zone montane e impervie (anche per creare terrazzamenti), la relazione armoniosa fra l’attività dell’uomo e il paesaggio, l’importanza per la tutela del territorio contro i rischi idrogeologici nonché segnala la sopravvivenza, nei muretti a secco, di una specifica flora e fauna.
Queste tradizioni vanno “ricreate”, come cita la convenzione UNESCO, e quindi viene indicata la necessità di trasmettere questa cultura a partire dall’attivazione di una nuova manodopera specializzata (con scuole e attività).
Nel mondo, a oggi, sono 508 i Siti (definiti “elementi”) immateriali Patrimonio Mondiale UNESCO: l’Italia ne include “solo” 9 (e, quindi, si auspica una attività propulsiva, delle candidature, nei prossimi anni). Nell’altra Lista (quella “principale” attiva dal 1972) dei beni “materiali”, culturali e ambientali, l’Italia è al primo posto, al Mondo, con 54 Siti UNESCO.
Si formulano le più ampie congratulazioni (a tutti i promotori e ai tecnici estensori degli elaborati) per il risultato citando, con gratitudine, il lavoro della CNIU Commissione Nazionale Italiana UNESCO e del Ministero politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.
Claudio Ricci
(Presidente Onorario della Associazione Italiana dei Siti Patrimonio Mondiale).