Ricostruzione, in Umbria (Valnerina), dopo il Sisma 2016. I Comitati, che Citano Molti Ritardi, Hanno Ragione ma la Colpa non è delle Soprintendenze. Manca una Legge che Semplifichi, Più Auto Certificazione, Più Risorse Certe e Poteri a Comuni e Regioni.

Perugia, 15 Agosto 2019. I comitati che denunciano la lentezza della ricostruzione in Umbria (sisma 2016) hanno “molta ragione” ma le eccessive lentezze “non sono imputabili alle Soprintendenze”. Grazie al prezioso e professionale lavoro (vorrei definirlo missione), a volte con pochi mezzi, le Soprintendenze hanno avuto, in Umbria e Italia, un fondamentale ruolo per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio (la nostra risorsa valoriare ed economica) anche durante le fasi di ricostruzione post sisma (e, su questo, posso testimoniare il grande lavoro che fu svolto nel post sisma 1997 in Umbria e Marche).
La ricostruzione procede lenta per altri motivi a partire dalla mancanza di una legge speciale (con una sezione speciale del codice degli appalti) che semplifichi le procedure, in deroga a tutte le normative, con un maggiore utilizzo dell’auto certificazione e più poteri “locali” a comuni e regioni. Occorrono più risorse certe per cassa (al 2018, dato della ragioneria dello Stato, ci sono disponibili 1.6 Miliardi € rispetto ai 23 necessari per le quattro regioni del centro Italia). Necessitano anche fondi per “accompagnare” la ricostruzione con un PSV Piano di Sviluppo della Valnerina (da fare subito).
Infine inutile “dividersi in polemiche” (soprattutto nella nostra “piccola ma grande” Regione) occorre insieme sollecitare il Governo (di qualunque prospettiva politica sia) affinché ponga una sempre “maggiore attenzione alla ricostruzione post sisma”.
Claudio Ricci.