Turismo Viva, analisi al tempo del virus COVID-19.

Perugia, 17 marzo 2020. Turismo viva. Ma se preferite viva il turismo! É stato il primo settore economico a subire il COVID 19. Il virus che già riempie molte pagine su Wikipedia. Sarà un fatto storico, del mondo, nel secolo XXI. Uno snodo fra il prima e un dopo. Diverso da ciò che, sinora, abbiamo vissuto. Per oltre tre decenni ho passato la vita occupandomi di connessioni fra luoghi e persone. Ora questo si rivela come il valore più debole. La grande fragilità. Al punto che oggi, anche gli ottimisti, titolano con la parola “anti social”. Dall’elogio del sempre connessi, vicini e insieme per vivere ogni attimo, all’esatto contrario. Purtroppo, però, le camere di un albergo non si conservano in magazzino. Se non si vendono, una sera, si “perdono”. E così il Virus ha azzerato quasi tutte le camere già prenotate. Gli Stati, che negli anni hanno tentato di unirsi, ora chiudono tutte le frontiere. Mettendo a rischio il senso stesso del viaggio e, quindi, del turismo. Ma per vivere occorre “camminare” e comprendere. Fare esperienze con altre identità. Cultura e turismo sono un passaporto di pace. Forse la principale essenza creativa e socio economica. Uscire di casa sarà la prima conquista, di noi, nel tempo post Covid. Rivivere le città del silenzio, ridotte a rovine immateriali, il primo gesto. Non ci sono macerie ma, ora, i luoghi sono privi di anima: tutti noi in movimento. Si riparte dall’armonia. Fra persone e creato. Lentezza, autentica. Valore del piccolo e del particolare. Anche nel turismo. Vivrà! Per farci dire viva.