Il valore del dono nel turismo, dopo Coronavirus.

Perugia, 23 marzo 2020. Il valore del dono nel turismo. Ci siamo trovati, all’improvviso, in un mondo nuovo. Il Covid-19, virus già entrato nella “veloce” storia del XXI secolo, cambierà anche il valore, etico-filosofico, dell’accoglienza turistica. Eravamo abituati ad ospitare i viaggiatori, in luoghi e strutture ricettive, quasi fosse un “fatto naturale”. Bastavano idee, organizzazione, promozione e commercializzazione. Poi, all’improvviso, l’essere diventati tutti, sempre, connessi si è rivelata la grande fragilità. Il nostro “punto critico” (citando un libro, di venti anni fa, di Malcolm Gladwell) che causa grandi effetti dai piccoli cambiamenti. Un virus, “nato” in un puntuale luogo del mondo, ha cambiato il pianeta. Anche i viaggiatori, che facilmente si spostavano, ora sono “fermi” a casa. Le località turistiche sono svanite, insieme alla loro anima, e noi abbiamo compreso, più consapevolmente, il valore, direi il privilegio, di accogliere i viaggiatori. Un atto sacro, ampio, che si delinea negli antichi pellegrinaggi medievali, dove l’accoglienza dell’ospite era cura fisica e ristoro dell’anima. Abbiamo imparato a “certificare” la qualità dei prodotti turistici, creando modelli industriali d’accoglienza, ma dimenticando la nobile sacralità di “attendere” l’ospite come un dono che ci viene concesso. Ora, che molti alberghi sono chiusi, ripensiamo a quante volte potevano stringere, con maggiore autentica gratitudine, la mano di un ospite e ai tanti attimi dove non abbiamo adattato, al meglio, i servizi “su misura” all’abito del cliente. Quando i viaggiatori torneranno, e lo faranno perché la continuità storica del tempo (cito Jacques Le Goff) fa coincidere il viaggio con la stessa vita, tutti noi dovremo rimettere al primo posto, nei luoghi turistici, lo sviluppo di una rinnovata cultura dell’accoglienza. Ogni singola persona, che lavora nel turismo o che sia “solo” un residente, dovrà “elevarsi” in accoglienza. Investire molto di più in corsi di formazione e aggiornamento, per tutte le professioni legate al turismo, iniziare i piani di sviluppo turistici dai corsi di sensibilizzazione, culturale e accoglienza turistica, rivolti a tutti: dagli studenti, ai vigili urbani e sino all’ambito associativo. Quando il primo viaggiatore tornerà, sognando le tante meraviglie italiane, dovrà trovare in noi maggiore capacità di donare, perché ospitare è “donare per ricevere” (Foto, da Pinterest, Giotto, Basilica Superiore di San Francesco in Assisi, San Francesco dona il Mantello ad un povero, nobile decaduto).