Candidarsi a Sito Patrimonio UNESCO: un’obiettivo strategico ma complesso.

3 maggio 2021. L’UNESCO (Agenzia delle Nazioni Unite per Educazione, Scienza e Cultura) ha, dal 1972, attivato la Lista del Patrimonio Mondiale che include 1121 luoghi, al mondo, con “valore universale eccezionale”. I Siti UNESCO in Italia sono 55 e, come evidenziato dal grafico (fonte UNESCO), siamo al primo posto insieme alla Cina. Per la loro notorietà i Siti UNESCO italiani possono svolgere, per tutto il Paese, il ruolo di promotori dell’immagine culturale e turistica italiana. Osservatori citano che, di tutto il bilancio dell’UNESCO, “solo” il 3-4% viene destinato alla “tutela del Patrimonio” (compito che, in effetti, secondo la Convenzione UNESCO per la tutela del Patrimonio Culturale e Ambientale del 1972, aspetta allo Stato che include nel suo territorio i Siti UNESCO). In Italia i Siti candidati ufficiali (nella Lista del Tentativi), a “Patrimonio Mondiale UNESCO”, sono 41 (e l’Italia può proporre “solo” due nuovi Siti all’anno). Il costo per candidarsi, viste le attività necessarie e i documenti principali, come il Documento (Dossier) di candidatura e il Piano di Gestione, oscillano fra 100/150.000 € sino a 450/500.000 € (circa). Per i tempi bisogna considerare almeno due anni per “elaborare i documenti di candidatura” e almeno altri tre per le “procedure ufficiali di candidatura”. Le strutture a cui riferirsi sono la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (CNIU) e la Sede internazionale UNESCO di Parigi.