Viaggiare in Italia per la bellezza dell’animo: una mia riflessione per “Le Monde” (Parigi).

7 maggio 2021. L’Italia é il paese più sognato, per i tanti beni culturali, ambientali e tradizionali. Basterebbe citare i 22.000 centri storici, i 5.000 fra musei e aree archeologiche o i 55 Siti UNESCO (siamo al primo posto nel mondo). Dopo quasi 30 anni é stato reintrodotto un Ministero del Turismo “autonomo” che, mi auguro, sappia integrare bene le diverse componenti del sistema d’accoglienza per un’adeguato sviluppo turistico di ogni territorio. Bisogna ben migliorare la qualità delle strutture ricettive (anche ampliando la presenza degli hotel aderenti a marchi di catene italiane e internazionali), investendo in formazione diffusa, ampliando i servizi generali e di trasposto (a partire dalle ferrovie ad Alta Velocità e dai collegamenti aerei Low Cost) e commercializzando meglio i “prodotti turistici” con Internet, sviluppando di più il portale www.italia.it e i pacchetti turistici “su misura” secondo le richieste dei clienti. Occorre abbassare l’IVA sul turismo, ora più alta della media dei paesi europei, e sviluppare un “Marchio unico Europeo” per attrarre flussi da altri continenti. In questa fase l’Italia deve, in tempi rapidi, specificare bene “come si può viaggiare in sicurezza” per evitare che parte dei turisti internazionali si dirigano in mete concorrenti all’Italia. L’attuale instabilità geo-sanitaria durerà, a mio avviso, sino al 2023/24 e in Italia per il Giubileo 2025 si dovrebbe riarmonizzate tutta la situazione turistica. Nella prossima estate 2021 si dovrà puntare, di più, sui viaggi degli italiani in Italia. Sul piano strategico, di medio-lungo periodo, il “paesaggio culturale diffuso” italiano può ben sviluppare molti itinerari “minori” (perché ogni 4 km di strada si incontra, in media, un bene culturale), comunque di bellezza rilevante, anche evitando concentrazioni in poche città soprattutto del centro nord. Gli ospiti si aspettano, di più, dopo il Coronavirus, luoghi sicuri (come fossero isole) per esperienze emozionali “autentiche”, sostenibili per l’ambiente e recuperando cammini pedonali e ciclabili (in Italia si contano quasi 8.000 km di vie di pellegrinaggio). Concluderei il quadro delle riflessioni ricordando: gli 8.000 km di costa marina, con ambienti paesaggistici la cui bella unicità si eleva nella meraviglia; le 800 isole, fra marine, lacustri e fluviali; le 7.000 (circa) tipicità agricole che attivano un vasto ventaglio di proposte enogastronomiche e vitivinicole con unicità di livello internazionale. In conclusione l’Italia é un caleidoscopio di “saperi e sapori”, sintesi della bellezza del mondo, e fare un nuovo “Viaggio in Italia”, per riabbracciare emozioni, bellezza e armonia, é la migliore esperienza possibile per una “nuova vita creativa” di speranza e per “avere cura della propria interiorità”. Fotografia: “Viaggio in Italia”, di Johann Wolfgang von Goethe, noto libro che venne pubblicato, in due volumi, nel 1816-1817. L’autore é ritratto, nella figura citata (acquisita da Wikipedia), nella campagna romana (quadro di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, 1787). Quelle riportate sono solo alcune riflessioni rilasciate, nel quadro di una intervista, al noto quotidiano “Le Monde” (Parigi) per una pubblicazione prevista a fine maggio 2021.