Proroga concessioni degli stabilimenti balneari: un obiettivo per lo sviluppo del turismo.

8 novembre 2021. Turismo balneare, uno dei settori più importati dell’industria dell’ospitalità, alle prese con la “violazione” della direttiva europea in merito alla proroga delle concessioni confermata dall’Italia, con il Decreto Rilancio 2020, sino al 2034. Su circa 30.000 concessioni demaniali marittime (nelle diverse finalità) 21.000 hanno pagato, nel 2019, un canone inferire a 2.500 Euro. Il tema é molto complesso e delicato solo pensando ai circa 12.000 stabilimenti balneari Italiani lungo gli oltre 7.500 km di costa. Sono aziende che, negli ultimi anni (e considerando la crisi indotta sul turismo dal Coronavirus, nelle stagioni 2020-21), hanno fatto investimenti per migliorare qualità e i servizi generali offerti agli ospiti. La soluzione, ben oltre le dicotomie giuridiche italiane ed europee, dovrà essere di “buon senso” concedendo (vista la storia del turismo balneare in Italia) le proroghe a fronte di investimenti “concertati”, a carico dei beneficiari (e correlati agli anni di proroga), per migliorare gli stabilimenti balneari e, quindi, tutelare e sviluppare i posti di lavoro nel settore balneare (la fotografia é tratta dal rapporto “spiagge 2020” di Legambiente).