Limare il punto critico, in un libro di Malcolm Gladwell.

Perugia, 24 marzo 2020. Mai togliere dalla biblioteca un libro, regola che vale in generale e per un saggio d’attualità, anche se sembra scaduto dopo vent’anni. Questo anche per il libro di Malcolm Gladwell (Rizzoli, Milano 2000). Proprio vent’anni fa scrive di temi che ora sembrano, virus inclusi, più attuali di allora. “Guardate il mondo intorno a voi”, si cita nel passo conclusivo del lavoro, “può sembrare un luogo imperturbabile e implacabile, ma non lo è. Con una spinta leggerissima, data al posto giusto, può essere capovolto”. Sembra il Coronavirus! L’idea di un “punto critico”, sollecitando il quale tutto si destabilizza, vale non solo per i macro sistemi ma anche per le persone e le attività. Ora prendete un foglio e una penna (nessun oggetto telematico): analizzate voi o la vostra attività in ogni punto. Ad ognuno assegnategli un valore, da uno sino a dieci. Emergerà il vostro punto debole, critico, da “limare” e migliorare con molta cura. È il punto più basso della qualità, diciamo critico, che determinerà il valore. Possiamo fare tutto bene ma se siamo deboli in un punto è su quello che ci valuteranno, in modo reale e percepito.

L’Italia dei musei “diffusi”: una miniera da valorizzare.

Perugia, 19 marzo 2020. L’Italia dei musei ”diffusi”. Siamo un paese “diffuso” anche nei musei, complessi monumentali e aree archeologiche: 4908 secondo l’ISTAT (dicembre 2019). Uno ogni 12.000 abitanti (circa). Di fatto tutti, uscendo di casa, possiamo recarci in un “vicino” museo. Li conosciamo e comunichiamo poco sia a residenti che viaggiatori. Cataloghiamo pochissimo: solo il 10% in modo “scientifico e digitale”. Questa é la priorità: se non conosciamo e cataloghiamo non possiamo tutelare, conservare bene e valorizzare. Il patrimonio culturale italiano é molto particolare e il grande, monumento o piazza, vede la ripetizione dei canoni stilistici, con pari valore, in molti ambiti più piccoli.
I visitatori dei musei aumentano, hanno superato i 128 milioni annuali con un +8% (2018), il 46% sono stranieri. Pochi i musei accessibili: solo il 53% e il 12% sono dotati di percorsi tattili e informativi. Rendere gli spazi fruibili a tutti é fondamentale: ricordo dal 2004 (Arcus, Ministero per i Beni e le Attività Culturali) interventi interessanti, ora implementati, che andrebbero comunicati e resi “modelli applicativi” molto più finanziati.
Sulla valorizzazione il “caleidoscopio” é ampio. Cito alcuni fondamentali. Non tutto si può esporre, quindi avere un magazzino archivio adeguato é essenziale. Ciò che si espone dev’essere allestito in modo più “accessibile culturalmente” a tutti: con itinerari tematici, particolari o emozionali. Suscitare interesse é fondamentale per innescare futuri approfondimenti o attività creativo imprenditoriali. Tecnologia? Si ma non troppo per non “mimetizzare” (sostituire) la “fisicità antropologica” dei beni culturali.
In tema di gestione, negli ultimi trenta anni, abbiamo oscillato fa solo pubblico e propensione al privato. Citando che il 9.4% dei musei é statale credo si prospetti un futuro con “gestione mista” (equilibrata fra pubblico e privato) e ricorso alle associazioni del volontariato, visto che mancano 2.200 persone per gestire molti piccoli musei ora “chiusi”. Per il turismo il biglietto d’ingresso dovrebbe essere sempre incluso, “apparendo” gratuito per l’ospite, nel prezzo della camera d’albergo ma, questa, é un’altra storia (Foto, particolare di un mosaico nella Basilica di San Vitale a Ravenna, da Wikipedia).

Turismo 2022: l’Italia sia dichiarata zero tasse.

Perugia, 19 marzo 2020. Stiamo vivendo una simil terza “guerra mondiale”. Virtuale per i territori, che sembrano intatti, ma reale per gli effetti sanitari ed economici. Le città sono ormai veri “luoghi del silenzio”. In Italia si stanno montando ospedali da campo “militari”. Il nemico Covid-19, rapido a diffondersi, ha fatto chiudere le frontiere degli Stati. Bloccati i trasporti, l’economia e il turismo. Tutti a casa! I giornali economici citano che il 95% delle camere prenotare sono andate “perdute”.
Vivo da ottimista, mi occupo di territorio, cultura e turismo da trenta anni. Però in questo momento prevale, in me, il “difetto” degli ingegneri: essere molto, molto realisti. Il 2020 é “quasi perduto” per il turismo. Il 2021 dovevamo venderlo ora, come prodotto, ma l’incertezza é, adesso, quasi totale. Obiettivo reale: rimanere in vita e guardare al 2022.
Ma non basterà. Servirà un “scelta forte” e la capacità di considerare, subito e realmente, prioritario il turismo per tutta l’economia italiana. Adesso non basterà la volontà, direi l’eroismo, degli imprenditori italiani. Nemmeno servirà la qualità dei prodotti, le nuove strategie di promozione e vendita. Neanche la formazione del personale basterà.
Servirà molto di più. L’Italia abbia il coraggio di togliere le tasse. Si, avete letto molto bene, eliminate ogni tassa sul turismo per due anni. Sino al 2022, almeno. Potremmo definirla una vera “terapia intensiva” molto oltre i pur volenterosi sostegni adesso necessari. Solo così i turismi internazionali e gli italiani in Italia potranno riattivare, in tempi brevi, la nostra “miniera”.

Crisi Sanitaria italiana da CoronaVirus e Alberghi.

Perugia, 16 marzo 2020. I dati, Sole 24 Ore, sul mercato immobiliare italiano alberghiero, dopo il CoronaVirus. Nel 2019 gli investimenti (compra-vendite) di alberghi in Italia erano stati ben 3 Miliardi € (un quarto del totale). Ora “tutto è bloccato” con un 2020 molto critico, soprattutto per la seconda parte dell’anno. Nel trimestre marzo-maggio si prevedono 31.6 milioni di turisti in meno con una perdita di 7.4 Miliardi €. In questa fare il 95% delle “camere occupate” sono andate perdute e il personale già è stato ridotto del 70%. Le categorie nazionali sul turismo, già pensando al 2021, hanno proposto l’abolizione della tassa di soggiorno subito e almeno per i turisti stranieri. (Illustrazione di un Hotel, tratta da CLEANPNG, su Internet).

La Dodecapoli Etrusca da candidare come Sito UNESCO “seriale” italiano.

Perugia, 13 gennaio 2020. La Dodecapoli Etrusca con Arezzo, Cerveteri (già UNESCO), Chiusi, Cere, Cortona, Perugia, Populonia, Roselle, Tarquinia (già UNESCO), Volterra, Veio e Vulci dovrebbe essere, come già auspicato (anche dall’Associazione Radici di Pietra, dal Club UNESCO di Perugia-Gubbio e Alta Umbria nonché dalle Istituzioni Comunali, Provinciali e Regionali), una preminente candidatura “seriale” italiana a Patrimonio Mondiale UNESCO. La proposta fu attivata già nel 2014 (peraltro con Perugia capofila e alcuni incontri svolti) e aveva raccolto prime indicazioni positive dalle istituzioni nazionali “responsabili” sulle tematiche UNESCO. Auspico che, nel prossimo periodo, sia data incisiva propulsione al Dossier (formulario) di candidatura e al Piano di Gestione quali strumenti obbligatori di proposizione (Foto, da Internet: l’Arco Etrusco in Perugia restaurato, con inaugurazione nel 2014, attraverso il contributo dell’azienda di Cachemire Brunello Cucinelli).

Candidatura a Sito UNESCO dei luoghi italiani benedettini nel Medioevo.

Perugia, 13 gennaio 2020. Sono in atto le procedure per la candidatura a Patrimonio Mondiale UNESCO del Sito seriale nazionale (che unisce più luoghi italiani con lo stesso eccezionale valore universale) “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini nell’Italia medievale”. Ampio plauso e, come già segnalato agli Enti responsabili nazionali (anche, in in particolare, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo), auspico l’inserimento dei Siti benedettini di Norcia e della Valnerina (peraltro tale indicazione era stata prospettata in modo positivo). Cito, doverosamente, il mirabile lavoro (con la direzione scientifica di Giustino Farnedi O.S.B.) di Nadia Togni monasteri benedettini in Umbria, alle radici del paesaggio umbro (Foto, la copertina).

Tre centenari (500 anni) dalla morte di 3 artisti italiani.

Perugia, 29 dicembre 2019. L’anno volge al termine come le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo. Nel 2020 si celebrano i 500 anni dalla scomparsa di Raffaello e nel 2023 i 500 anni dalla dipartita del Perugino. Tre centenari per tre valori legati alla meraviglia creativa italiana. Auspico che il nostro paese, e le correlate realtà regionali, sia pubbliche che private, attivino un “unico piano strategico” nazionale, armonizzino e raccordino il calendario delle iniziative, italiane e internazionali, che potranno essere significanti per la valorizzazione culturale e turistica nel mondo (foto, già pubblicate da Facebook).

Volge al termine l’anno 2019 con Matera capitale europea della cultura.

Perugia, 21 dicembre 2019 (solstizio d’inverno). Volge al termine l’anno di Matera capitale europea della cultura 2019 (Sito patrimonio mondiale UNESCO dal 1993). Le parole di Carlo Levi (disegno, in basso nella foto, tratto da Pinterest) citano questo luogo quale “espressiva, toccante e dolente bellezza”. Da allora “nei Sassi” si è ricreata l’anima viva, culturale, ampia di attività anche socio turistiche, ma in armonia con i luoghi, spesso promosse da giovani imprenditori. Molte volte sono stato ospite a Matera, anche nel periodo della presidenza dell’associazione dei Siti UNESCO italiani e, con ampio piacere, inoltro espressioni di saluto, congratulazioni e auguri a tutti i “materani”.

Perdonanza, Alpinismo e Transumanza nell’UNESCO.

Perugia, 12 dicembre 2019. Gli aspetti rituali e culturali della Perdonanza Celestiniana (L’Aquila), l’Alpinismo (“arte” di scalare le montagne) e la Transumanza (migrazione stagionale delle greggi e dei pastori) sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale (nella Lista dei Beni immateriali, intangibili ed orali).
Il Comitato del patrimonio mondiale ha deciso, di inserire questi tre “aspetti socio-culturali” italiani, nell’ambito della 14^ sessione che si è svolta a Bogotà (Colombia). In totale sono 549 gli “Elementi”, al mondo, inseriti in questa Lista UNESCO (attivata, con una specifica Convenzione, nel 2003). L’Italia include 12 espressioni immateriali ma, ancora, occorre dare propulsione alle candidature visto che la Cina, al primo posto, si trova a quota 40 “Elementi”.
Nella Lista dei Beni Culturali e Naturali (quella “principale” esistente dal 1972) L’Italia e la Cina sono, invece, insieme al primo posto con 55 Siti UNESCO per ciascuno Stato (segue la Spagna con 48). Auguri e Ampi Complimenti. Foto: dal Sito ufficiale www.unesco.org.

Matera e Venezia, Siti patrimonio UNESCO, danneggiati dall’acqua.

Matera, Venezia, 13 Novembre 2019. Due Siti patrimonio mondiale UNESCO, danneggiati dall’acqua. La tutela della bellezza, identità capace di ricreare valore, dev’essere la consapevole priorità, continuamente, per avere cura di persone, attività e dell’anima autentica dei luoghi “sacri” (disegni: dell’associazione beni italiani patrimonio mondiale, www.patrimoniomondiale.it).