La bellezza italiana secondo Papa Gregorio XIII.

Perugia, 6 aprile 2020. Papa Gregorio XIII (1502-1585), come citato dal Cardinale Gianfranco Ravasi (presidente del pontificio consiglio della cultura) nel libro “le meraviglie dei musei vaticani”, descrive la bellezza italiana con tre “fili d’oro” idealmente esplicitati attraverso altrettanti farsi.
L’Italia: “brilla di splendore e nobiltà in tutto il mondo per la sua storia gloriosa e la sua spiritualità”. Tutti infatti riconoscono che “il patrimonio artistico e culturale italiano è unico e insuperabile”. La bellezza è stata l’insegna italiana con “un ambiente salubre, un clima temperato e la fecondità della sua campagna la rendono un piccolo paradiso ecologico”.

La comunicazione silenziosa per il turismo dopo il Coronavirus.

Perugia, 5 aprile 2020. Leggo molte, anche interessanti, riflessioni su come “riattivare il turismo” dopo il Coronavirus, ad anche io sulla tematica ho scritto, recentemente, riflessioni che potete leggere nel sito Internet www.claudioricci.info.
Credo doveroso citare un maestro, dell’industria dell’ospitalità italiana, il Professore Giovanni Peroni e in particolare una sua opera mirabile, “fondamenti di marketing turistico territoriale” (FrancoAngeli, Milano, 2008), soprattutto alla pagina n. 77 su “la comunicazione silenziosa”.
Si legge dell’importanza “delle cose che non hanno voce ma che parlano assai forte, quella che ci proviene da tutto ciò che vediamo intorno a noi, in ogni dettaglio, dal territorio, ai servizi sino alle strutture ricettive. Sono i clienti molto soddisfatti, e bene accolti, che diventano i testimonial estremamente attendibili e credibili della validità e successo dell’offerta”.

I numeri dell’UNESCO patrimonio mondiale italiano.

Perugia, 4 aprile 2020. I numeri dell’UNESCO. É un’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (che si occupa anche di Comunicazione). Venne istituita a Parigi il 4 novembre 1946 e include 193 Stati membri più 11 associati. Una parte ampia delle attività è stata rivolta a convenzioni-programmi tese alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, naturale (ambientale), immateriale e valoriale (per acquisire informazioni e documenti utili consultare: www.unesco.it e www.unesco.org). Risale al 1971 il programma MAB per evidenziare il corretto rapporto fra l’uomo e la biosfera al fine di un’armonica e adeguata relazione fra persone e ambiente. Ne fanno parte, allo stato attuale, 701 luoghi al mondo di cui 19 in Italia. Nel 1972 (16 novembre) nesce a Parigi la Lista più nota e prestigiosa: quella dei Siti Patrimonio Mondiale UNESCO (beni culturali e naturali) che include 1121 luoghi di cui 55 in Italia (al primo posto, pari merito, con la Cina). In tale quadro devono essere menzionate le “candidature ufficiali” (Tentative List, lista propositiva) che già delineano un probabile “eccezionale valore universale” (sono 1725 i candidati nel mondo di cui 41 in Italia). Risale al 2003 la lista degli “elementi” (Siti) immateriali, intangibili ed orali (valori tradizionali e rituali): sono 549 al mondo di cui 12 in Italia. Nel 1992 viene istituito un programma “memoria del modo” per tutelare i beni documentali (incluse biblioteche e collezioni): sono 527 i riconoscimenti nel mondo di cui 8 in Italia. Le “città creative” (che delineano priorità strategiche a creatività e sviluppo urbano sostenibile), con programma istituto nel 2004, sono 246 al mondo di cui 11 in Italia. Sempre al 2004 risale la rete dei Geoparchi, quali Siti e paesaggi con rilevante valore geologico, che include 147 luoghi nel mondo di cui 9 in Italia. Concludiamo questo ampio “caleidoscopio” di valori, cristallizzati da convenzioni e programmi UNESCO, con le “città inclusive” (ICCAR, dal 2004, sono 500 luoghi al mondo di cui 136 in Europa e 9 in Italia), che delineano modelli gestionali e sociali contro ogni discriminazione, e le “città dell’apprendimento” (con programmi dal 2015 e citate Learning Cities) legate a valori e progetti per “imparare per tutta la vita”: sono incluse 224 città nel mondo di cui 3 in Italia. Molti sono i numeri (riferito a valori) che, in modo “ardito e improbabile”, ci permettiamo di sommare per un totale di 5740 riconoscimenti dei quali 167 italiani (il 2.9%) a conferma che siamo il paese della “grande bellezza” ma con dimensioni, percentuali, più “realistiche” rispetto a dati “non armonizzati” al quadro globale. Foto, Internet, www.besthqwallpapers.com.

Papa Paolo VI e il turismo: pensieri utili per il dopo Coronavirus.

Perugia, 3 aprile 2020. Papa Paolo VI e il Turismo. Traguardando il futuro del turismo, nel dopo Coronavirus, é opportuna la citazione di Papa Paolo VI che, negli anni 1963-1969, eleva ampi pensieri sullo “sviluppo del turismo” ricordandoci che, oltre l’economia, include un “valore universale e l’arricchimento dell’esperienza educativo spirituale”. Consiglio la rilettura dei profetici scritti di un “Papa riservato” ma che seppe guardare, in senso storico antropologico, allo sviluppo turistico come aspirazione, direi necessità e diritto, delle persone a viaggiare, per “conoscere volti e paesi nuovi”, quale esigenza essenziale per la vita. Paolo VI indica una prospettiva, ora utile per il tempo dopo Coronavirus, sull’importanza di “ben accogliere l’ospite e con cortesia”, rivolta a tutti coloro che sono impegnati per il turismo nei territori. Viene citata anche la capacità di saper “indicare nei luoghi ciò che merita d’essere veduto” quasi a rifuggire dal turismo di massa e veloce privilegiando quello “meditativo” (Foto, Internet).

Trasporto aereo in Europa: -88% causa Coronavirus.

Perugia, 31 marzo 2020. In ambito di trasposto europeo si riscontra, a causa del Coronavirus, una riduzione del traffico passeggeri dell’88%. È un dato su cui riflettere in quanto l’inerzia, anche psicologia dei clienti, sarà elevata per riattivare gli spostamenti, anche turistici, nel continente. Bisognerà ripartire sostenendo finanziariamente le tratte aeree “brevi con vettori Low Cost” (basso costo, a mio avviso con prezzi “ulteriormente” ridotti con sostegni pubblici). Questo è importante rilevando che nelle “piccole località turistiche europee” i flussi turistici si sviluppano, nel 75% dei casi, proprio con l’attivazione di linee aeree Low Cost (Foto: da Pinterest).

Le rose fra simbolismo a accoglienza degli ospiti.

Perugia, 29 marzo 2020. David Austin, con un vivaio di 800 varietà ad Albrighton, ha dato un contributo fondante per la tutela delle rose inglesi (Foto, copertina del libro, edizioni Logos, Modena, 2007). Sul piano simbolico le rose gialle sono legate alla spiritualità orientale: insieme alla croce, legata alla religiosità occidentale, facevano parte del simbolismo dei RosaCroce (Parigi, 1623). Negli spazi interni, in appositi vasi e contenitori, e nelle aree comuni esterne, delle strutture ricettive e delle destinazioni turistiche, possono elevare il valore percepito, le atmosfere ambientali e determinare un particolare inatteso che crea meraviglia a attiva il ricordo dei clienti con il passa parola fisico e social network.

Registro della memoria del mondo dell’UNESCO.

Perugia, 28 marzo 2020. L’UNESCO (Agenzia, delle Nazioni Unite, per l’Educazione, la Scienza, la Cultura e la Comunicazione) ha attivato, dal 1992, il programma “memoria del mondo” per la tutela, valorizzazione e ampia fruizione del “patrimonio documentale” anche afferente a biblioteche e collezioni. In Italia sono riconosciuti 8 beni (www.unesco.it), al mondo sono stati, in totale, inclusi 527 valori del patrimonio documentale (www.unesco.org) e attualmente si delinea una fase di “revisione generale del programma”. Fra gli 8 beni italiani, nel registro della memoria del mondo, citiamo quali esempi tipologici: la Biblioteca Malatestiana di Cesena, l’Archivio storico dell’Istituto LUCE e la Collezione dei calendari lunari di Barbanera. La tutela del patrimonio documentale è, in generale e anche nei piccoli luoghi, un atto fondamentale per l’identità e la valorizzazione culturale. Foto, archivio personale, Fondazione Barbanera (Spello, Perugia) dal 1762, include una collezione di “almanacchi” dal XVI secolo ad oggi.

Le chiavi per aprire nuove prospettive future.

Perugia, 28 marzo 2020. Le “chiavi per aprire” nuove prospettive. Comprendere, più consapevoli, che si cresce insieme come comunità. Non vedere ma saper guardare, ai dettagli, per capire il particolare che conta. Conoscere e conservare ciò che serve, togliendo l’eccesso, che pesa e ci mette nelle “gabbie”, per essere più “sottili”, armonici e sapersi elevare nelle dimensioni energetiche.

Le meraviglie dei musei Vaticani, il libro di Gianfranco Ravasi.

Perugia, 26 marzo 2020. Le meraviglie dei musei Vaticani, questo il titolo di un “enciclopedico” libro pubblicato, nel 2014 (per Mondadori, Milano), dal Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura. Un’opera per essere consapevoli sulla grandiosità di questo luogo.
Comincerei da una curiosità: le porte da chiedere e aprire, ogni giorno, sono 500 (fra spazi museali, laboratori e servizi). Le persone addette ad aprire e chiudere, tutte le porte, vengono chiamate “clavigeri” e detengono in custodia 2797 chiavi della più grande raccolta di antichità del mondo.
Gli spazi sono disposti in 7 km di gallerie e 11.000 “stanze” espositive, i visitatori all’anno si attestano a 6.8 milioni (circa). L’attuale direttore è Barbara Jatta, la prima donna ad assumere tele incarico, e succede ad Antonio Paolucci mirabile personalità culturale (www.museivaticani.va).

Limare il punto critico, in un libro di Malcolm Gladwell.

Perugia, 24 marzo 2020. Mai togliere dalla biblioteca un libro, regola che vale in generale e per un saggio d’attualità, anche se sembra scaduto dopo vent’anni. Questo anche per il libro di Malcolm Gladwell (Rizzoli, Milano 2000). Proprio vent’anni fa scrive di temi che ora sembrano, virus inclusi, più attuali di allora. “Guardate il mondo intorno a voi”, si cita nel passo conclusivo del lavoro, “può sembrare un luogo imperturbabile e implacabile, ma non lo è. Con una spinta leggerissima, data al posto giusto, può essere capovolto”. Sembra il Coronavirus! L’idea di un “punto critico”, sollecitando il quale tutto si destabilizza, vale non solo per i macro sistemi ma anche per le persone e le attività. Ora prendete un foglio e una penna (nessun oggetto telematico): analizzate voi o la vostra attività in ogni punto. Ad ognuno assegnategli un valore, da uno sino a dieci. Emergerà il vostro punto debole, critico, da “limare” e migliorare con molta cura. È il punto più basso della qualità, diciamo critico, che determinerà il valore. Possiamo fare tutto bene ma se siamo deboli in un punto è su quello che ci valuteranno, in modo reale e percepito.